QUALI SONO I DSA?

La Legge n. 170 del 2010 riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia come disturbi specifici di apprendimento (DSA). I DSA si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate e in assenza di patologie neurologiche o deficit sensoriali.

Secondo le definizioni delle Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA del 2011, la dislessia si manifesta attraverso una minore correttezza e rapidità della lettura a voce alta rispetto a quanto atteso per età  anagrafica, classe frequentata, istruzione ricevuta.

Il disturbo specifico di scrittura può essere definito disgrafia o disortografia, a seconda che interessi rispettivamente la grafia o l’ortografia. La disgrafia si manifesta in una minore fluenza e qualità dell’aspetto grafico della scrittura, la disortografia è all’origine di una minore correttezza del testo scritto; entrambi, naturalmente, sono in rapporto all’età anagrafica dell’alunno.

La discalculia, invece, riguarda l’abilità di calcolo, sia nella componente dell’organizzazione della cognizione numerica (intelligenza numerica basale), sia in quella delle procedure esecutive e del calcolo. Nel primo ambito, la discalculia interviene sugli elementi basali dell’abilità numerica: il subitizing (o riconoscimento immediato di piccole quantità), i meccanismi di quantificazione, la seriazione, la comparazione, le strategie di composizione e scomposizione di quantità, le strategie di calcolo a mente. Nell’ambito procedurale, invece, la discalculia rende difficoltose le procedure esecutive per lo più implicate nel calcolo scritto: la lettura e scrittura dei numeri, l’incolonnamento, il recupero dei fatti numerici e gli algoritmi del calcolo scritto vero e proprio.

 

DSA

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ANALISI DEI BISOGNI DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI CON DSA

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